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Paragrafo 2 . Il Piemonte dal D'Azeglio al Cavour.

     
In  base  al  trattato di pace con l'Austria, firmato a  Milano  il  9
agosto  1849, il Piemonte avrebbe dovuto pagare un'indennit di guerra
di  75  milioni,  senza per altro subire mutilazioni territoriali.  La
mancata  ratifica di tale trattato da parte della camera, composta  in
gran  parte  da moderati e liberali democratici, provoc un  conflitto
istituzionale,  per  risolvere  il  quale  Vittorio  Emanuele  secondo
sciolse la camera e indisse nuove elezioni. Lo stesso sovrano poi, con
un  proclama  agli  elettori emesso il 20  novembre  dal  castello  di
Moncalieri, minacci la sospensione del regime parlamentare, nel  caso
che  la nuova consultazione non avesse portato alla formazione di  una
camera  pi disponibile. Le pressioni del re ebbero effetto: le  forze
moderate ottennero la maggioranza e, nel gennaio del 1850, il trattato
di pace fu definitivamente approvato.
     Raggiunta   una   maggiore  stabilit   politica,   il   governo,
presieduto  da Massimo D'Azeglio, avvi una serie di riforme  relative
all'organizzazione dello stato, a partire dai rapporti tra questo e la
Chiesa.  Tra marzo ed aprile 1850 furono approvate le leggi presentate
dal  ministro  della giustizia Giuseppe Siccardi, con le quali  furono
tolti  alla Chiesa numerosi privilegi, tra cui: il foro ecclesiastico,
un  tribunale speciale per giudicare i religiosi accusati di qualsiasi
violazione  delle leggi dello stato; il diritto d'asilo,  in  base  al
quale  chi  si  rifugiava in un convento o in una  chiesa  non  poteva
essere arrestato; immunit ed esenzioni fiscali varie.
     
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     Durante  il dibattito per l'approvazione delle leggi Siccardi  si
distinse,  intervenendo  a  favore, Camillo  Benso  conte  di  Cavour,
esponente  del  liberalismo moderato, il quale entr a far  parte  del
governo  D'Azeglio,  prima  come  ministro  dell'agricoltura   e   del
commercio e poi delle finanze. Egli aveva iniziato l'attivit politica
dal 1848; in precedenza si era impegnato nell'ammodernamento della sua
azienda  agricola  e  in  varie attivit  commerciali  e  finanziarie,
applicando  le conoscenze acquisite nel corso dei viaggi compiuti  nei
paesi europei pi avanzati, in particolare in Inghilterra.
     Il  Cavour,  convinto della necessit di una politica riformista,
che  per  non era condivisa dal D'Azeglio, promosse la formazione  di
una  nuova maggioranza, pi ampia e pi solida, attraverso un  accordo
politico  tra  la Destra avanzata e la Sinistra moderata,  che  faceva
capo  ad  Urbano Rattazzi. Il raggiungimento di tale accordo,  che  fu
definito  "connubio",  compromise irrimediabilmente  la  gi  precaria
stabilit del governo D'Azeglio, che, nell'ottobre del 1852,  rassegn
le  dimissioni. L'incarico di presidente del consiglio fu affidato  al
Cavour, che nel novembre del 1852 form il nuovo governo.
